Non avrei mai pensato che infine quel giorno sarebbe arrivato. Era da molto tempo che le cose non andavano più bene. I miei genitori avevano avuto l'ennesima litigata. Mia madre mi aveva telefonato in lacrime, come era solita fare dopo uno scontro con mio padre. Qualunque cosa stessi facendo passava in secondo piano e la giornata finiva per precipitare nel buio più totale. Non fraintendetemi, non è che non voglia bene a mia madre, ma tutta questa situazione che alla fine dei conti coinvolge a pieno anche a me si sarebbe potuta evitare, se solo mia madre non avesse fatto la scelta sbagliata. Era già chiaro e tristemente lampante che le cose sarebbero finite così. Mio padre la stava tradendo, dimostrando oltre a questo così poco interesse per lei da indurre chiunque a credere se ne avesse avuta l'occasione se ne sarebbe tranquillamente disfatto. Poi cera il mio lavoro...vogliamo discuterne? Lavoravo presso lo studio di un avvocato di mezza età dal carattere acido e piuttosto tendente al dare ordini. Riguardo a come esercitava il suo lavoro, non avevo nulla dire, sfortunatamente era dannatamente bravo e aggiungerei che la sua bravura era direttamente proporzionale al suo grado di acidità, in una parola era uno stronzo. ( -Speriamo non venga mai a sapere cosa penso di lui-). Il nostro rapporto lavorativo era incentrato sulla sua missione quotidiana di mettermi in difficoltà, rendermi la vita impossibile e naturalmente cosa costante ed in continuo aumento sfogare la sua frustazione giornaliera su di me. Tutto questo mentre svolgevo tutte le mie mansioni per lui. Come se non bastasse la ciliegina di contorno, ero completamente sola ad affrontare tutti i miei problemi. La mia brillante idea di trasferirmi in un altra città per seguire il mio lavoro si era rivelata un buco nell'acqua che mi aveva allontanato dal mondo che amavo, i miei amici, i miei affetti e naturalmente il mio compagno, che dopo 3 anni di lontananza aveva deciso che la cosa non era più sopportabile. Perciò eccomi qua alle 2 del mattino con le mani appoggiate alla ringhiera mentre il flusso di pensieri scorreva a velocità insensata. Guardai verso il basso un profondo e alto dirupo mi divideva dal mare che era così scuro da sembrare un buco nero. Scavalcai la ringhiera e per ironia della sorte mi tentai di tenermi ben salda. Avevo forse paura di cadere? Tutto ciò era davvero ridicolo...ero venuta qua con un solo intento quindi perché mi sarei dovuta preoccupare di tenermi per bene ? -" Signorina cosa sta facendo? E' forse impazzita? Mi dia subito la mano la aiuto a tornare indietro.-" Ebbi giusto un istante per mettere a fuoco il volto dell'uomo che mi parlava, poi forse per lo spavento improvviso o per un'indecisione generale, alla fine saltai.
-"Dannazione si è buttata giù sul serio...Cazzo!"-
Urlai...
L'aria mi sollevava la gonna e si insinuava ovunque mentre precipitavo.
Qualcosa mi graffiava, delle rocce sporgenti probabilmente.
L'impatto con l'acqua...freddo doloroso è poi....il nulla.
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