L'angolo della scrittura
giovedì 11 agosto 2011
CAPITOLO - 1 -
Maledizione! Ero ancora viva! Probabilmente non lo avrei mai amesso ma sentivo una sorta di sollievo nel poter muovere le dita dei piedi, nell'avvertire quel dolore pulsante che ti faceva sentire viva. Diciamo che questo "sentirsi viva" non era proprio il massimo e per dirla tutta conoscevo modi molto più soddisfacenti...tipo una splendida spiaggia dorata, un cocktail non troppo alcolico con del ghiaccio ed un fantastico biondo con gli occhi azzurri ( naturalmente tutto nudo). Santo cielo dovevo davvero aver sbattuto forte la testa, avevo appena cercato di uccidermi ed ero lì nel letto di un ospedale a fantasticare su un immaginario fusto biondo. -" Buongiorno signorina. Come si sente questa mattina ?-". Una dottoressa alta e slanciata dai capelli rossi rame era entrata in camera interrompendo le mie fantasticherie. -" Ah buongiorno...bé a parte qualche dolore piuttosto pulsante, credo di sentirmi bene-". La dottoressa fece un piccolo sorriso appena percettibile. -"Diciamo che è stata molto fortunata, dopo quel volo che ha fatto. Se il suo amico non l'avesse portata qui, credo sarebbe annegata"-. D'accordo adesso ero davvero confusa...di cosa stava parlando ? Io non ero andata lì con amici e cosa ancora più importante non potevo umanamente credere che alla base di quel dirupo ci fosse qualcuno pronto a salvarmi. -" Amico? Ehm...si certo..."-. -" Il signore che l'ha portata qui non era forse un suo amico ? Signorina..?"-. Sulla mia faccia doveva esserci disegnato un enorme punto di domanda immaginario, perché la dottoressa sembrava aver compreso la mia confusione. Ma al diavolo non dirò mica che ero sola di notte e che stavo cercando di uccidermi. -" Ah ma certo si. Gesù meno male che era lì. Devo smetterla di far foto in posti così pericolosi. Heheheheh"-. La dottoressa inarcò un sopracciglio e continuò a fissarmi. -" Non è stata aggredita vero ? Vuole che chiami i carabinieri?"-. -" NO!! NO!!! Sul serio! E' tutta colpa mia...della mia cocciutaggine e del mio pessimo hobbye"-. La dottoressa prese la mia cartella clinica, posizionata alla base del mio letto. -" Bene signorina...Elenore. Spero almeno per lei che quelle foto siano state davvero importanti per aver causato tutto questo...Comunque...Escoriazioni multiple di natura leggera su una parte del corpo, piccoli ematomi visibili ad occhi nudo, e trauma cranico di lieve entità. Abbiamo provveduto a farle una tac appena è arrivata qui ma non abbiamo trovato nulla di cui preoccuparsi. Più tardi, un'infermiera le cambierà le medicazioni. Adesso per cortesia si giri di fianco e sbottoni un pò la camiciola. Con un sorriso un pò finto, sbottonai la camiciola e mi girai di fianco. Poi la dottoressa iniziò a visitarmi. ( continua...)
mercoledì 10 agosto 2011
PREFAZIONE
Non avrei mai pensato che infine quel giorno sarebbe arrivato. Era da molto tempo che le cose non andavano più bene. I miei genitori avevano avuto l'ennesima litigata. Mia madre mi aveva telefonato in lacrime, come era solita fare dopo uno scontro con mio padre. Qualunque cosa stessi facendo passava in secondo piano e la giornata finiva per precipitare nel buio più totale. Non fraintendetemi, non è che non voglia bene a mia madre, ma tutta questa situazione che alla fine dei conti coinvolge a pieno anche a me si sarebbe potuta evitare, se solo mia madre non avesse fatto la scelta sbagliata. Era già chiaro e tristemente lampante che le cose sarebbero finite così. Mio padre la stava tradendo, dimostrando oltre a questo così poco interesse per lei da indurre chiunque a credere se ne avesse avuta l'occasione se ne sarebbe tranquillamente disfatto. Poi cera il mio lavoro...vogliamo discuterne? Lavoravo presso lo studio di un avvocato di mezza età dal carattere acido e piuttosto tendente al dare ordini. Riguardo a come esercitava il suo lavoro, non avevo nulla dire, sfortunatamente era dannatamente bravo e aggiungerei che la sua bravura era direttamente proporzionale al suo grado di acidità, in una parola era uno stronzo. ( -Speriamo non venga mai a sapere cosa penso di lui-). Il nostro rapporto lavorativo era incentrato sulla sua missione quotidiana di mettermi in difficoltà, rendermi la vita impossibile e naturalmente cosa costante ed in continuo aumento sfogare la sua frustazione giornaliera su di me. Tutto questo mentre svolgevo tutte le mie mansioni per lui. Come se non bastasse la ciliegina di contorno, ero completamente sola ad affrontare tutti i miei problemi. La mia brillante idea di trasferirmi in un altra città per seguire il mio lavoro si era rivelata un buco nell'acqua che mi aveva allontanato dal mondo che amavo, i miei amici, i miei affetti e naturalmente il mio compagno, che dopo 3 anni di lontananza aveva deciso che la cosa non era più sopportabile. Perciò eccomi qua alle 2 del mattino con le mani appoggiate alla ringhiera mentre il flusso di pensieri scorreva a velocità insensata. Guardai verso il basso un profondo e alto dirupo mi divideva dal mare che era così scuro da sembrare un buco nero. Scavalcai la ringhiera e per ironia della sorte mi tentai di tenermi ben salda. Avevo forse paura di cadere? Tutto ciò era davvero ridicolo...ero venuta qua con un solo intento quindi perché mi sarei dovuta preoccupare di tenermi per bene ? -" Signorina cosa sta facendo? E' forse impazzita? Mi dia subito la mano la aiuto a tornare indietro.-" Ebbi giusto un istante per mettere a fuoco il volto dell'uomo che mi parlava, poi forse per lo spavento improvviso o per un'indecisione generale, alla fine saltai.
-"Dannazione si è buttata giù sul serio...Cazzo!"-
Urlai...
L'aria mi sollevava la gonna e si insinuava ovunque mentre precipitavo.
Qualcosa mi graffiava, delle rocce sporgenti probabilmente.
L'impatto con l'acqua...freddo doloroso è poi....il nulla.
-"Dannazione si è buttata giù sul serio...Cazzo!"-
Urlai...
L'aria mi sollevava la gonna e si insinuava ovunque mentre precipitavo.
Qualcosa mi graffiava, delle rocce sporgenti probabilmente.
L'impatto con l'acqua...freddo doloroso è poi....il nulla.
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